Riceviamo e pubblichiamo

Grazie a tutti quelli che ci hanno onorato della loro presenza.

Quando arriviamo nel viale teatro di partenza di innumerevoli Gran Fondo dei Sibillini notiamo subito che al posto della Scuola Media, location storica, c’è un immenso cantiere delimitato da grate cinte di rete rossa. Dietro un colosso di travi metalliche tenta di risorgere come un cavallo legato da un lazo preda di cowboy. I pirotecnici fratelli Giustozzi ci aspettano sotto una tenso struttura installata per l’occasione che ospiterà le operazioni preliminari e il Pasta party. Maurizio ci racconta delle innumerevoli peripezie e delle tante bastonate prese da instancabili burocrati che fino all’ultimo hanno tenuto in sospeso il via libera alla manifestazione. In questa terra flagellata dalla natura anche gli uomini invece di accompagnare chi prova a risalire la dura corrente si appellano a leggi e decreti che, se presi dal verso sbagliato, faranno diminuire se non sparire manifestazioni come questa. Quale sarà il senso dietro al tecnicismo esasperato verso chi può solo contare sul suo tempo libero e la sua buona volontà? Alla fine però si parte, e vogliamo dirlo subito, con una organizzazione tecnica che anche blasonate gare si sognano. Perché se è vero che la partenza è alla francese e non ci sarà oggi nessun tipo di agonismo, non possiamo che fare chapeau! di fronte all’energia e alla preparazione di questa gara: punto di soccorso installato in piazza con due ambulanze e medici;  incroci presidiati dalla Protezione Civile, Forze dell’Ordine e Militari;  una cartellonistica esaustiva e visibilissima; puntuali e precisi ristori con l’apoteosi di un griglia-party in zona Fiastra che ha attardato, e di molto!, numerosi partecipanti. Una parola anche sul percorso; non ci sarà stata la tradizionale ascesa a Castelluccio, neanche quella di riserva al Sassotetto, neppure il tracciato immaginato fino a 10 giorni prima per il Lungo..ma però a noi è piaciuto veramente tanto. In particolare il tratto da Visso a Cupi ha regalato salite impegnative, scorci meravigliosi sulle cime dei Sibillini, larghi e verdissimi pascoli sormontati da speroni di roccia. La salita presente nel percorso Lungo ha condotto i ciclisti dapprima in una lama di asfalto sospesa tra una forra e una parete dolomitica; poi ha letteralmente appicciato le ruote su un selciato di altri tempi fino a un apprezzatissimo e freschissimo fontanile. Del resto la festa, all’arrivo, era totale: dal ristoro con frutta e cocomero ghiacciato, al Camper “CiuCiu” della instancabile Sonia che offriva aperitivo e stuzzichini, al gustoso Pasta Party con diverse scelte tra primi, secondi e contorno con Vernaccia e biscotti. Più di mille gli iscritti, frutto dell’ appartenenza a tre Circuiti Nazionali e dell’attaccamento a questa manifestazione che mai ha tradito le attese. E il futuro? A noi sembra che la formula delle sole salite cronometrate sia la soluzione migliore in questo territorio che presenta tratti stradali spettacolari ma dal fondo un po’ triste. Arrivederci al 2019 e forza ragazzi!!